Spesso, a seguito del decesso di un familiare, capita di imbattersi in un immobile che provenga per successione e, in fase di rogito, si parla di accettazione tacita dell'eredità.
Lo scenario più frequente è quello di sentirsi dire che gli eredi hanno già fatto la successione, cosa è l'accettazione tacita dell'eredità.
In questa breve guida vogliamo spiegare la differenza fra le 2 cose, perchè sono necessarie, come vanno fatte e quali sono i costi.
La successione, legittima o testamentaria, è un adempimento prevalentemente di carattere fiscale, necessaria ai fini dell'aggiornamento dei dati catastali e non produce effetti giuridici.
I chiamati all'eredità non acquisiscono automaticamente la qualità di eredi in quanto possono - successivamente - accettare o rinunciare all'eredità (per esempio in presenza di debiti di valore superiore all'asse ereditario).
La successione va presentata entro 12 mesi dalla data del decesso ed è soggetta al pagamento delle imposte in funzione del grado di parentela tra il de cuius e gli eredi (sono previste delle franchigie nel caso di familiari in linea retta quali figli e coniuge).
Oltre al pagamento delle imposte possono esserci costi relativi a prestazioni professionali in funzione di chi presenta la domanda di successione (notaio, CAF, patronato, ecc.).
L'accettazione dell'eredità è un atto civilistico regolato dall'art. 470 e successivi del codice civile con il quale il chiamato all'eredità acquisisce la qualità di erede subentrando nei rapporti giuridici attivi e passivi del de cuius.
Esisteno diverse forme per manifestare la volontà di accettare l'eredità:
L'accettazione dell'eredità è obbligatoria per chiunque voglia disporre giuridicamente e definitivamente dei beni o dei saldi bancari del de cuius, in quanto la sola chiamata non trasferisce automaticamente i diritti proprietari.